“Turista è chi passa senza carico né direzione. Camminatore chi ha preso lo zaino e marcia.
Pellegrino chi, oltre a cercare, sa inginocchiarsi quando è necessario”
San Riccardo
Santiago 2022/2024
Roma 2025
don Danilo Costantino
Michele Paffetti
Santiago 2024
Roma 2025
Laura Pagnotelli
Santiago 2024
Roma 2025
Elena Basso
Chiara Paffetti
Andrea Pistolesi
Chiara Fornari
Raffaele Vannini
Mauro Polvani
Domenica Russo
Flora Filip
Laura Petrucci
Cristina Gamba
Giulia Claudi
Santiago 2022/2024
Paolo Missi
Antonio Abbatantuono
Giulia Badii
Gioele Viola
Terra Santa 2016/2018/2023
Santiago 2022/2024
Roma 2025
don Danilo Costantino
Perché il cammino cambia la vita di chi lo intraprende, ma anche la vita di coloro per cui ci si mette in cammino.
Nella terra di Gesù il cammino abbraccia corpo, mente, cuore e anima come non mai.. è un cammino nello Spirito. Si riesce a comprendere la Parola di Dio semplicemente guardandosi intorno: i monti, le valli, i deserti, la ricchezza del lago, la storia delle città, l’intreccio delle culture, tutto parla di Dio.
Sui passi di Gesù, ogni passo mi riempie di gioia; è un cammino che non finisce mai, è un cammino che ti cambierà per sempre.
Buon cammino
Santiago 2022
Michele Paffetti
Per cosa corriamo, ci agitiamo o ci affanniamo ogni giorno? Dove stiamo andando? Di cosa abbiamo bisogno?..e sopratutto, per chi o cosa viviamo?
La frenesia del quotidiano non ci lascia scampo, non ci da (o non vuole darci) il tempo per farci le domande giuste, quelle che ci interrogano sul senso e sul modo di stare in questa realtà.
Ecco che il cammino crea l’occasione, camminare diventa il tempo opportuno (Kayrós), il tempo per lasciare andare invece di trattenere, il tempo per perdere invece di guadagnare, il tempo per svelare le certezze “di sabbia” su cui edifichiamo ogni giorno. Il cammino è il tempo per ricordaci che di una sola cosa c’è bisogno, accogliere dentro di noi Gesù Cristo e in lui vivere da Figli di Dio.
Il cammino per Santiago de Compostela è stato arduo, pieno di imprevisti e di scontro con il nostro ego, ma quanto è stato bello riuscire ad affidare al Signore ogni passo. Quanto è stato bello lasciare che guidasse qualcun’altro la barca della nostra esistenza, chiedendo che si realizzasse solo una cosa: la Sua volontà, non la nostra, ma la Sua.
Non si torna gli stessi dal cammino perchè non si guarda più con gli stessi occhi, non si ama più con lo stesso cuore e non si vive più allo stesso modo. Se passo dopo passo abbiamo spalancato la porta della nostra vita a Cristo, Lui ha già cominciato ad operare in noi e con noi. Chissà le meraviglie a cui saremo chiamati!
Terra Santa 2023
Santiago 2024
Roma 2025
Laura Pagnotelli
Il primo cammino che ho fatto fu una scelta “alternativa”: era il 2014 e dovevo spendere la carta del tanto atteso viaggio di maturità. Le proposte furono molte e si sa, le opzioni passavano da un divertimento all’altro, da una “vacanzona da sballo” a un “viaggio da sogno”. Eppure nessuna di queste possibilità mi sembrava adatta a me, in accordo con il mio cuore. In tutto questo il Signore ha fatto sì che si prospettasse l’idea di un cammino, e così partii per il mio primo pellegrinaggio a piedi: il Cammino di Santiago de Compostela. Fu “amore a prima vista” e grazie a Don Danilo Costantino, a questo cammino se ne sono aggiunti molti altri negli anni: verso Roma, Assisi e infine, nel 2023, verso Gerusalemme.
E’ difficile dire “perché il cammino”, dato che la scelta inizialmente non è mai stata davvero la mia; ogni volta che ve ne era possibilità, ma soprattutto la necessità, in qualche modo arrivava a me la proposta di un pellegrinaggio a piedi, e tutto intorno sembrava essere d’accordo, tanto da farmi dire: “Eccomi Signore, camminerò per te, anche stavolta!”. Camminare sulle orme di Gesù, attraverso la Terra Santa, era da anni un sogno che portavo nel cuore, ma ribadisco, solo Dio sa quando è il momento adatto a te per vivere questa esperienza che, se glielo permettiamo, sconvolge e stravolge la vita.
Il cammino è stato ed è tutt’ora per me una chiamata, alla quale io ho scelto e sceglierò ancora di dire il mio SI più sincero. Ecco il perché del cammino: perché Dio ti chiama a farlo, perché Lui sa che è per te il momento di viverlo, di affrontarlo e, come nel mio caso, di guarire e rinascere ad ogni passo, da Nazareth a quel Sepolcro Santo.
Terra Santa 2023
Santiago 2024
Roma 2025
Elena Basso
Sono partita da casa con le scarpe immacolate, ma pesanti e piene di polvere, polvere che nella quotidianità, mi impediva di vivere consapevolmente le mie scelte. I passi fatti in cammino hanno fatto si che quella polvere fosse scrollata e, passo dopo passo, arrivare al Santo Sepolcro con scarpe vissute, sì polverose, ma ricoperte di una nuova consapevolezza.
Il cammino è abbandonarsi totalmente al volere di Dio, Lui ti mette alla prova nella meditazione, ti solleva dal peso dello zaino nei momenti di difficoltà, ti dona il suo soffio quando sembra ti stia per mancare l’ossigeno, si fa fonte di acqua fresca quando nella borraccia ti resta solo una goccia, ti prende per mano nella salita, ti guida alla sincerità e alla verità, è vivo e presente in tutto ciò che ti circonda, ma ti fa anche cadere rovinosamente a terra se distogli lo sguardo, se ti perdi in altri pensieri, per poi dirti: “alzati, SEGUIMI!” ed è lì che ti senti salvato, amato!
Passo dopo passo, ti ritrovi a scavare a fondo, a fare quell’Esperienza di Dio che nemmeno immagini, un’esperienza vera di Dio, un’esperienza viva con Dio, essere totalmente travolto e poi rialzato da Lui. Il cammino ti chiama ad essere testimone di quella luce che Lui stesso ha posto dentro di te e che ogni giorno si è chiamati a far risplendere, rimanendo saldi in Lui.
Terra Santa 2018
Chiara Paffetti
Ci sarà un momento in cui il tuo corpo sarà dolorante e i piedi faranno male.. Ogni punto del piede sarà percepito e in quel momento scoprirai che hai potuto sentire ciò che prima per te non esisteva e capirai di poter vedere anche quello che non avevi mai guardato. Ci saranno momenti in cui avrai molta sete e non avrai più acqua, allora l’unica cosa che potrai fare è riconoscere la provvidenza attorno a te. Scoprirai di avere la forza che non pensavi e ti renderai conto di esserti affidato completamente al Signore, perchè non avevi scelta.
Ecco, adesso lo sai, il cammino ti permette di fare questo e al ritorno niente potrà essere più come prima.. camminare sui passi di Gesù ha cambiato la prospettiva.
Roma 2025
Andrea Pistolesi
Vivere il cammino è una metafora della vita: un percorso che ti porta ad una meta prestabilita, un obiettivo, un traguardo. A volte ti capita di percorrere strade con un ritmo più veloce, in altri casi più lento e talvolta malauguratamente ci si può fermare rendendosi conto dei propri limiti e cercare una strada diversa che ti permetta comunque di arrivare dove vuoi. E durante le ore trascorse tra boschi, strade sterrate, asfalto e sentieri Dio Ti parla, Ti permette di far uscire tutto quello che hai nascosto dentro e che la vita di ogni giorno ti sopisce ed accantona e lo fa a modo Suo! Si rende PRESENTE attraverso la Sua Parola, il gesto di un compagno di viaggio, la bellezza del Creato e la Provvidenza della gente che incontri. Il cammino è anche SERVIZIO perché ti mette di fronte altre persone ed anch’esse hanno bisogno del sostegno, del conforto, dell’aiuto ed in un certo qual modo sei CHIAMATO ad essere il tramite di Gesù quando dice: ‘Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli, l’avete fatto a me’: a volte può venire in maniera naturale, a volte c’è bisogno di impegno e di conoscere le abitudini della persona ma il Signore pensa a tutto se ti abbandoni a Lui ed alla Sua Volontà.
Il cammino quindi non è solo esercizio ma una vera e propria VOCAZIONE perché ti mette a nudo e ti indica la via giusta che, appena torni a casa, devi ‘traslare’ nella quotidianità. Sempre Sui Suoi Passi.
Terra Santa 2018
Chiara Fornari
Portare solo lo stretto necessario, pesare ogni singolo oggetto per cercare di scegliere il più leggero e accorgersi durante il cammino che puoi fare a meno di tante altre cose che alla partenza ti sembravano essenziali. Così, dopo qualche giorno che cammini ti ritrovi a lasciarti alle spalle tutto il superfluo, e non parlo solo delle cose materiali, ma anche di tutti i dubbi , le incertezze, le delusioni, le paure che ti porti dietro e ti accorgi di quanto, anche queste, ti appesantissero il cammino come pietre nello zaino.
Guardando l’alba nel deserto, ho lasciato i miei sassi e mi sono ritrovata a pensare “Grazie, perchè ogni giorno mi regali un’alba nuova”.
Per me è questo il cammino: vivere in ogni momento l’attimo presente, accettando le difficoltà di ogni giorno e lasciandosi stupire dai doni che quotidianamente riceviamo, come quando non hai più forze e ti ritrovi davanti una distesa di alberi di mango o come quando un estraneo ti apre la porta di casa e ti accoglie come se fossi suo figlio.
Terra Santa 2016
Raffaele Vannini
Perché durante il cammino tutto cambia: lentamente tappa dopo tappa si modifica il modo in cui tu ti immergi nella vita, tutto ciò che vivi e hai vissuto cambia di significato e assume un diverso valore. Durante il cammino la strada ti interroga e ti parla, ti fa entrare in contatto con te stesso e con l’Altro. Lo stare in cammino è un continuo stare sul Tabor, un mettersi alla Sua presenza in un modo tutto particolare.
Dopo il cammino nulla sarà più uguale perché durante il cammino sui suoi passi si è fatto l’incontro con colui che fa nuove tutte le cose.
Santiago 2024
Mauro Polvani
Perchè è momento opportuno di dialogo fra te e Cristo. Oggi siamo sempre sovrastati da un ritmo di vita che non ci appartiene, da pensieri, da azioni, da relazioni che rendono tutto il nostro vivere quotidiano e soffocano un dialogo interiore che è la cosa più naturale, più istintiva dell’uomo ma che troppo spesso evitiamo e facendo così evitiamo Lui. Dio però parla sempre ogni singolo momento della nostra vita, è con noi ad ogni passo, ci risponde anche se noi non lo sentiamo ed ecco che si presenta l’occasione del cammino: un’occasione per tornare a vivere nella semplicità, nella gioia, nella meraviglia e nell’ascolto della preghiera. E magari possiamo scoprire alla fine che un cammino può durare molto più di 16 giorni e che a volte si viaggia senza saperlo per 12 anni.. ma solo per una pausa per poter poi ripartire! Il cammino è ogni singolo giorno della nostra vita con Lui.
Terra Santa 2016
Domenica Russo
Camminare è una delle prime cose che si impara da piccoli e poi non lo dimentichi più,quando invece inizi a camminare con Gesù non lo vuoi dimenticare più; ed io questo l’ ho scoperto con pellegrinaggio in Terra Santa.
Santiago 2022
Flora Filip
Avete presente quella sensazione che si prova quando una persona cara ci da un abbraccio di conforto in una situazione difficile? Beh questa sensazione è mille volte più forte quando è Gesù Cristo ad abbracciarci.
In realtà Gesù, questo abbraccio ce lo da tutti i giorni, indipendentemente se si è in un cammino o no. L’unica differenza è che in cammino si è più in relazione con lui e tutti gli abbracci che ci dà li percepiamo. Mentre quando siamo immersi nella vita frenetica, apparentemente, non ci viene dato questo tempo per ascoltare e stare in relazione con Lui, dunque facciamo più fatica a sentire questo abbraccio.
Il cammino ci apre gli occhi e il cuore, e allo stesso tempo, ci fa desiderare di mantenere la stessa relazione intensa anche nella vita frenetica. Questo ci sembrava impossibile prima, ma quando si ha un desiderio cosi grande e dopo aver provato tutti i giorni la bellezza che c’è nello stare in relazione con lui, non è più cosi impossibile. Resta a noi mantenere questa relazione e procurarci il tempo per metterci in comunicazione con Lui e per andare a trovarlo.
Sì, rimane una vita frenetica, ma ti rendi conto che anche nei piccolissimi attimi e nelle persone che camminano con te c’è Gesù.
Avrei da dirvi tantissime cose sul cammino e alcune di queste non riuscirei a descrivervele perché sono cose che si possono provare e capire solo vivendo il cammino in prima persona.
Buon cammino a tutti.
Terra Santa 2016
Laura Petrucci
Il cammino non è per tutti, se non vuoi mettere mano alla tua vita allora non muoverti da quella che è casa tua. Ma se riesci ad ascoltare il cuore che grida l’insoddisfazione di una vita vuota allora prendi l’essenziale e avviati verso una mèta meritevole della fatica che farai. Ricordati che dopo il cammino tu non sarai più lo stesso. Camminare è il miglior modo per fermarsi e fare il punto della situazione, per mettere la tua vita in discussione e ristabilire un ordine che probabilmente hai perduto. Quindi, se senti il bisogno di fermarti allora mettiti in cammino!
Dopo questa premessa posso dirti cosa è stato per me fare il “Jesus Trail”!
In poche parole un cammino dove la mèta la devo ancora raggiungere, non si conclude infatti con l’arrivo a casa, perché proprio da lì ricomincia il cammino che diventa missione.
Mi sono messa in cammino con il bisogno di riscoprire Dio nella mia vita, arrivata a Nazaret è nato in me il desiderio di vedere il Suo volto, il volto di Dio incarnato in Gesù. Posso dirti che cercando Lui ho ritrovato me stessa. Mi sono riscoperta figlia amata per la quale Lui non si è risparmiato. In quella terra benedetta dal Suo passaggio è facile “fare memoria” di Gesù, tutto parla di Lui, la terra che calpesti, il vento, il sole, gli odori, una natura che in parte è come era più di 2000 anni fa. La “Terra del Santo” non tocca solo i 5 sensi, va ancora più in profondità, tocca la propria anima e lì compie meraviglie.
Lo “stare” lì in quei luoghi non è passivo ma attivo, è relazione! Stare silenziosamente in preghiera dentro il Sepolcro, il Cenacolo, l’orto degli olivi, senza fretta con la calma e i tempi lenti che caratterizzano il pellegrino, è stata una grazia infinita. Il silenzio lì è abitato da Dio, non è vuoto, sterile, ma è pienezza, è vita.
Quando sono arrivata ad Emmaus, l’ultima tappa, ero disperata, la fatica aveva preso il sopravvento, ho pianto e ho pregato con la certezza, per me nuova, che Dio ascolta i suoi figli; posso dire che è stata l’esperienza di provvidenza più forte di tutto il pellegrinaggio, ancora oggi per me Emmaus è il luogo della grazia, il luogo dove Dio si è svelato, il luogo dove i miei occhi si sono aperti proprio come ai discepoli che lungo il cammino verso Emmaus non avevano riconosciuto Gesù risorto (Lc 24,31). Tornata a casa mi sono resa conto che la grazia ricevuta non potevo tenerla per me, e ho fatto come quei due discepoli che tornarono a Gerusalemme per annunciare ciò che avevano visto, Gesù risorto!
Terra Santa 2023
Cristina Gamba
Il cammino libera e mette a nudo. Dopo alcuni km arriva la stanchezza fisica e paradossalmente lo sguardo inizia a diventare sempre più limpido. Guardi lo specchio e il tuo sguardo è bello, è vero, è sincero. È come se camminando, le impurità e gli scheletri morti che nella quotidianità ci portiamo addosso, lasciassero il nostro corpo e la nostra anima. Camminare arrende a quella verità che abbiamo nel cuore ma che nella quotidianità teniamo nascosta.
Roma 2025
Giulia Claudi
Ci saranno momenti in cui ti sembrerà troppo difficile andare avanti, altri in cui ti sentirai smarrito senza le comodità a cui sei abituato. Poi, quasi all’improvviso, ti accorgerai che quelle comodità non hanno più lo stesso valore. Scoprirai invece che la vera bellezza sta nella semplicità di ciò che ti circonda, nel ritmo di una vita lenta e, soprattutto, la ricchezza delle persone che hanno scelto, insieme a te, di vivere questa esperienza.
Il cammino ti permette di ritrovare la tua fede, e insieme a essa quella degli altri. Ti insegna a vivere in comunione con ciò che hai intorno, ad accorgerti di sfumature dell’altro che in altre circostanze non avresti mai colto e a mostrare parti di te che finora avevi tenuto nascoste.
Arriverà un momento in cui sentirai una pienezza immensa, nonostante i dolori, i chilometri e la fatica. E ci sarà anche un momento in cui ti accorgerai che, passo dopo passo, sei diventato famiglia con le persone che stanno condividendo con te la stessa strada.
Perciò ti chiedo: “cosa aspetti?”.
Buon Cammino
Terra Santa 2023
Santiago 2022/2024
Paolo Missi
Mettersi in cammino è una bella sfida che vale la pena raccogliere. I ritmi di vita cambiano totalmente e hai più tempo per guardarti dentro a fondo. Tutto questo lo fai alla luce della Parola di Dio e ciò ti aiuta a vedere sul serio quello che di bello e di brutto c’è in te. Già questa osservazione provoca un cambiamento. Hai modo di valutare attentamente ciò a cui dare o rendere importanza nella vita e ciò che va lasciato andare. Capisci che c’è sempre bisogno di dedicare più tempo al rapporto con il Signore nella preghiera quotidiana, sia frequentando i Sacramenti che attraverso la lettura della Parola. Tutto questo svela la verità su di te, ciò che Dio dice di te, il tuo valore ai Suoi occhi: cioè quanto vali davvero. E se ti fidi della Parola inizi a vederla davvero la tua preziosità e poi capisci l’importanza di custodirla. Allora inizi a essere custode anche della preziosità dei tuoi compagni di cammino e a fargliela notare nei momenti di difficoltà.
Alcune delle cose più belle che avvengono durante il cammino sono che, quando inizi a cambiare, poi vedi anche i cambiamenti dei tuoi compagni, aumenta sempre più la fiducia reciproca e la paura di mostrare le proprie fragilità svanisce: perché ognuno diviene custode della preziosità dell’altro.
Perché mi sono messo in cammino?
Perché avevo bisogno di essere sanato e liberato da Dio e di far sanare e liberare tutte le persone che mi hanno affidato loro stesse e le loro intenzioni.
Roma 2025
Antonio Abbatantuono
UNIONE. Camminare non è solo durare fatica e sentire quella stanchezza interminabile, il cammino è unione. Quello stare insieme agli altri che ti mette alla prova, perché è difficile condividere le proprie abitudini con quelle degli altri, ma allo stesso tempo ti scruta dentro e ti fa sentire emozioni nuove. Condividere un’esperienza di questo tipo con gli altri va al di sopra di ogni altra cosa, conoscersi nel nome del Signore, condividere le proprie vite nel Suo Nome, leggere la Sua Parola e riceverne una ogni giorno dove Lui stesso ti parla e ti dice quale strada percorrere. Tutto ciò va oltre ogni aspettativa, oltre ogni fatica, oltre ogni stanchezza… Lui vuole che io sia Suo testimone e questo cammino mi ha spinto giorno dopo giorno, passo dopo passo, a volerlo essere sempre di più e quella piccola fiamma che ha posto dentro me, sta a me ora alimentarla sempre più, rendendo la mia Fede sempre più salda in Lui.
Roma 2025
Giulia Badii
Lasciare tutto e partire, soltanto con uno zaino in spalla come “casa” è faticoso. É faticoso, ma ti permette di lasciarti alle spalle, almeno per qualche giorno, tutto ciò che quotidianamente ti allontana da Dio. Le nostre attività, le nostre comodità, spesso ostacolano il nostro rapporto con il Signore, ma in cammino la preghiera e la meditazione prendono un posto centrale nella giornata, e ricuciono il legame con Gesù: tutto quello che nella vita di tutti i giorni ci sembra banale, a volte, quasi scontato, con il cammino riprende un significato tutto nuovo… La Messa diventa un momento ancora più intenso di comunità tra noi e il Signore, la meditazione del Vangelo e la condivisione diviene un tempo di intimità che permette di capire veramente quello che Dio ci chiede.
Arrivare alla meta è sicuramente uno dei momenti più emozionanti di tutto il cammino, ma, almeno per me, è stato in parte triste, perché ho riconosciuto il fatto che tornando alla mia normalità molte cose sarebbero cambiate; mi sarebbe rimasto tanto di questa bellissima esperienza, ma lo stesso senso di comunità e di legame profondo con il Signore si riscopre veramente soltanto in esperienze come questa.
Quindi, perché il cammino? Perché sacrificarsi, fisicamente e mentalmente, per il nostro Dio è una cosa bellissima, che ci avvicina ancora di più a Lui e che ci permette realmente di ascoltarlo e di mettere a tacere la nostra mente per far parlare il nostro cuore.
Terra Santa 2018
Gioele Viola
Perché il cammino ti fa vivere l’essenziale, ti fa rendere conto di quanto la vita di tutti i giorni ti mette davanti prove sempre più dure e sempre più difficili da affrontare.
Ci saranno momenti in cui non riuscirai a fare tutto da solo, e chiederai aiuto a Colui che non si rifiuta mai e che non potrà lasciarti, sarà lì dietro i tuoi passi ad aiutarti se tu glielo permetterai .
Il cammino ti fa entrare nella dimensione dove il niente diventa il tutto, perché nel niente riesci a trovare l’essenziale della tua vita fisica, ma sopratutto spirituale.
Il niente ti mette nella condizione di ascoltare e vedere tutto quello che ti circonda e ritornare alle origini della creazione, ed instaurare nuovamente quel rapporto sovrannaturale con il Padre che il mondo sta confondendo e dimenticando.