Tomba di San Pietro
Mc 16,16 “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato”
La salvezza viene da Dio, Gesù lo dice chiaramente. Nel versetto precedente ci invita ad andare nel mondo ad annunciare il Vangelo, noi accogliamo il suo invito e, il nostro lato umano porta a chiedere: ma ne varrà la pena? La gente oggigiorno non ascolta più, vive con la convinzione che la fede non serve o si ferma al concetto che fare una buona azione, farsi prossimi, basti.
Andare nel mondo a proclamare la Parola diventa efficace e utile se noi per primi viviamo nella nostra vita gli insegnamenti di Gesù. Leggiamo catechesi, meditazioni, le troviamo corrette e coerenti con la nostra vita, ma poi non agiamo come realmente Dio ci chiede e nonostante questo agiamo con la presunzione di essere nel giusto di essere in Dio. Lo siamo veramente?
Con l’Amore è lo stesso: che senso ha amare, donare il nostro tempo, i nostri doni se non proviamo realmente questo amore? Se lo facciamo solo per vana gloria personale?
Se uniamo le due cose, Parola e Amore del Padre, è là che il nostro essere battezzati in Cristo prende forma perché non ha senso amare se prima non abbiamo compreso realmente il come e quel come ce lo insegna Gesù nel Vangelo. È giusto fare buone azioni, è bello vedere le persone felici, ma lo è ancora di più quando realizzi che la gioia che provi nel donarti non arriva da te, ma da Lui.
Quindi chi fa del bene, ma non crede, è condannato? E chi è battezzato e crede, operando, sarà salvato? È una domanda provocatoria, ma la risposta sta sempre sul perché lo si fa: per gloria o per Amore? Perché che tu creda o non voglia credere, Dio è sempre dentro in ognuno di noi, che cambia la nostra vita è la motivazione del perché lo si fa.