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Verso Roma - Diario di Elena

Tomba di San Paolo

Tomba di San Paolo

Mc 15, 30“Salva te stesso scendendo dalla croce!”

Gesù è stato tentato dal diavolo fino all’ultimo e fino all’ultimo è rimasto fedele al progetto di Dio.

Siamo consapevoli di essere progetto di Dio? 

Costantemente ci chiede di prendere la nostra croce, vivere ogni singola scheggia di quel legno che diventa un tutt’uno con la nostra vita, se necessario, rimanere appesi come Gesù fino all’istante prima di entrare nel Suo regno, ma veniamo tentati, come Gesù, di lasciarla, staccarci e vivere nella comodità.

Molte volte guardiamo chi invece fa di quella croce, motivo di vita. Comprendiamo le fatiche, la pesantezza, arriviamo ad ammirare chi riesce a sostenerla tra mille difficoltà, ma quando arriva il nostro momento ci facciamo sopraffare dal pianto e dalla disperazione, quello sconforto che annebbia tutto ciò che di bello Dio ci concede per aiutarci a portare quel peso.

Quante volte cediamo a quella tentazione, preferiamo posare quel legno, o peggio caricarlo sulle spalle di qualcun altro e negare il Suo volere, volgendo lo sguardo altrove! Gesù invece rimane lì, consapevole e fiducioso e ci insegna che è un dolore che nasconde una grande gioia: la vita eterna.

È inspiegabile al mondo, perché arriva da Dio, ma come puoi spiegare al maligno che quella fusione uomo-legno non è peso ma è speranza che porta alla vita eterna?

Possiamo considerare questa croce come un mezzo per una gioia al momento inspiegabile e che solo chi crede, comprende?

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