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Tabgha

Tabgha


Gv 6,39 “E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non porta nulla di quanto egli mi ha dato”

Ne mangiarono quanto ne volevano. Videro il segno. Hanno professato una verità.. eppure sono andati via.

Ma cosa vogliono questi che seguono Gesù? Seguono realmente Gesù?

E io perché seguo Gesù?

É difficile comprendere il significato del “pane di vita”.. è necessario semplicemente fidarsi. In un mondo che vuole calcolare tutto il Signore ci chiede di essere fedeli senza sapere il risultato, senza la possibilità di comprendere tutto. Tutto sarà compreso al momento opportuno. Questa è la SALVEZZA.. partecipare a quel PANE che non conosciamo.

La scelta più importante, che ci dà la Salvezza, non è costruita sui nostri schemi, ma su quelli di Dio, che sono più sicuri di quelli di qualsiasi uomo.
Chi ha paura, semplicemente dà più valore ai propri progetti umani che al grande disegno di Dio.
Chi mangia la mia carne.. ha la vita eterna.. io rimango in lui e lui in me “.

 

Parlare di Gesù scandalizza, vivere per Gesù scandalizza.. quando poi dice “qui c’è qualcuno che non crede” ha detto veramente tutto. Tutti lo cercano solo per mangiare e a lui questo non va bene.
C’è bisogno di chiarezza ancora oggi.. e se la gente andrà via? Avrà fatto una scelta.
E noi? Vogliamo andarcene anche noi?

Quando non parliamo di LUI, quando non lo consideriamo nelle nostre cose è come se ce ne fossimo andati anche noi.. allontanarsi è uguale a non considerarlo e non renderlo il Signore della nostra vita.
Pietro sa che non può vivere senza di Lui. E noi? (v. 68 “solo tu Signore hai parole di vita eterna”)

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