Basilica di San Pietro
Mc 13,33 “Vegliate, perché non sapete quando è il momento”
C’è un altro versetto nel capitolo successivo dove Gesù torna su questo concetto: ”vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” Mc 14,38.
Il termine “spirito” si riferisce al nostro vivere in Cristo, al nostro sentirci legati a Dio, è quel collegamento cielo-terra che ci mette in relazione col Signore, pronti ad accogliere la Sua volontà.
Il termine “carne” rammenta la nostra condizione terrena, il nostro vivere in un ambiente che chiamiamo mondo dove noi operiamo come figli per la salvezza eterna, in terra agiamo con l’aiuto di Dio per il nostro posto nel regno.
Vegliare è ciò che di divino Gesù ci ricorda, è un’azione che ci lega a Dio. È nostro dovere di figli rimanere svegli, vigili, pronti e disponibili al Suo volere, senza timore. Non è un consiglio, ma un monito per tenerci costantemente legati alla salvezza.
Quel “non sapete quando è il momento” è la parte debole, quella più umana del nostro agire. È nel timore che diventiamo più umani, fragili, ciechi, incapaci di vivere con quell’Amore e quella fiducia che Dio ci dimostra ogni giorno attraverso opportunità che spesso, per la nostra condizione umana, non vediamo. In qualsiasi momento ci può chiamare alla gioia della vita eterna, ma siamo troppo concentrati nel nostro io, nel nostro agire per apparire e conquistare cose terrene, dimenticandoci troppo spesso, che in un attimo tutto potrebbe cambiare e ce ne rendiamo conto quando la disperazione terrena prende il sopravvento sulla gioia eterna.
Quanto pesa il nostro io sul nostro agire? E sul rapporto con Dio? Quando verremo chiamati a Lui, siamo pronti a sentirci parte del Suo regno?