
Il pellegrinaggio è una grande scuola di vita e di fede,
per la forza simbolica ed educativa che lo caratterizza.
Esso parla un linguaggio insieme antico e moderno,
appoggiandosi sulle tradizioni e le tracce del passato,
in una prospettiva però estremamente attuale.
L’essenzialità del proprio equipaggiamento
consente di muoversi leggeri,
e di instaurare con tutti un rapporto di vera comunione,
in cui non c’è nessuno tanto povero da non poter donare qualcosa,
e nessuno talmente ricco da non aver bisogno degli altri.
C’è un legame profondo con la tradizione
e le comunità a cui apparteniamo,
che si fondano con le orme dei pellegrini del passato;
per cui ciascuno cammina sempre
seguendo qualcun altro che l’ha preceduto.
Non ci sono due pellegrinaggi uguali.
Il pellegrino segue la tradizione ed insieme la rinnova.
L’imprevisto è sempre in agguato;
la provvidenza è sempre sorprendente.
Il pellegrino sa per esperienza che, alla fine, tutto dipende da Dio.
Nel cammino prudenza e incoscienza, saggezza e follia
si tengono per mano.
Tutto è nelle tue mani Signore,
ogni passo, ogni parola, ogni gesto, ogni silenzio.
Grazie Signore perché mi hai reso pellegrino per le strade del mondo,
in attesa di entrare nella Gerusalemme del cielo,
perché sappiamo con certezza, e lo abbiamo sperimentato,
che la Gerusalemme della terra, per quanto sia affasciante,
non ci basta e non ci può bastare.
Buon cammino






don Danilo Costantino
Sono Parroco in una parrocchia della città di Arezzo,
co-direttore dell’Ufficio Pellegrinaggi
della Diocesi di Arezzo – Cortona – Sansepolcro,
e da Febbraio 2020 ho avuto la grazia
di diventare guida spirituale di Terra Santa.
