Orvieto-Montefiascone
Mc 7,15 “Sono le cose che escono dall’uomo, a renderlo impuro”
Quando entriamo in relazione con Dio attraverso la meditazione, la preghiera, la Parola, l’eucarestia, viviamo principalmente dentro di noi questo incontro, il passo successivo è renderlo visibile al prossimo, con comportamenti derivanti dall’insegnamento e dalle indicazioni che Gesù stesso ci propone. Ma arriva il mondo e… tutto crolla! Ci lasciamo contaminare e la parola “impuro” ha proprio questo significato. Quando riusciamo a trasmettere l’insegnamento divino con la nostra vita, ci sentiamo gioiosi, felici, forti a tal punto che possiamo vincere ogni battaglia, ma accade realmente questo?
Nella quotidianità, la situazione è ben diversa, perché lasciamo entrare le cose del mondo in quelle di Dio, quindi i comportamenti, per quanto simili a ciò che Dio ci chiede, hanno sempre quella minima contaminazione che, se non siamo abbastanza saldi, può prevalere e vanificare il nostro essere testimoni fedeli e credibili.
Cosa posso fare per far rimanere tutto “puro” e poi esternarlo senza contaminazioni? La risposta è quasi scontata: basta che non badi a tutto ciò che non riguarda Dio!
Ma in un mondo che prevale nella nostra quotidianità, siamo pronti, disponibili a non essere coinvolti dal giudizio del mondo? Quel giudizio che spesso va a zittire l’amore derivante dalle opere di Dio?