Arezzo-Alberoro
Mc 1,15 “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo”
Mc 1,24 “Tu sei il Santo di Dio”
Convertiti e credi! C’è ancora bisogno che Gesù ce lo ripeta? Che ce lo ricordi? Se ogni volta che leggiamo questo versetto ci sentiamo in difetto, evidentemente c’è la necessità che Lui ci renda consapevoli della nostra fragilità, distratti dalle cose del mondo, non riusciamo a focalizzarci sulla Sua presenza e ci lasciamo distrarre dal maligno.
Lo stesso maligno però, con le sue provocazioni e le prove, ci sprona a metterci in discussione, ad affermare a gran voce, senza esitare: Gesù è il Santo di Dio. Ma perché dobbiamo cadere nelle tenebre per vedere questa luce di santità che è sempre presente nella nostra vita? Sembra quasi che per arrivare a Gesù invece di affidarci a lui, accostarci a lui, ci dobbiamo far provocare cadendo nel peccato. Nel perdono vero e profondo troviamo Dio, ma perché cadiamo nella tentazione inutilmente e banalmente avendo un esempio di santità così chiaro davanti agli occhi? Preferiamo fare fatica inutilmente pur avendo la gioia davanti a noi?