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Verso Roma - Diario di Elena

Alberoro-Farneta

Alberoro-Farneta

Mc 2,11  “Alzati, prendi la tua barella…”

Gesù guarisce il paralitico, perché conosce la sua fede. Al suo grido, interviene.

Riusciamo a farci trovare in mezzo alla confusione del mondo? A chiedere a gran voce “Signore guariscimi!” perché desiderosi del suo perdono?

Conosciamo i nostri limiti e le nostre debolezze e, nonostante questo, continuiamo a cadere e ad avere bisogno di quella barella perché vediamo in lei un sostegno e non un impedimento. 

Ma quel “alzati, prendi e va” di Gesù è un imperativo che carica, dona quella certezza che è bene esserci per gli altri, ma prima di tutto dobbiamo curare noi stessi e trovare l’audacia per lasciare quella barella materiale e camminare sorretti da Lui.

“…va a casa tua!”

Gesù dice “va”, un verbo che conduce all’azione di camminare, cercare qualcosa che porti oltre, oltre il mondo e verso l’eternità. Lui per primo ci precede per prepararci un posto nella sua casa, invitandoci a comprendere che è là che ci attende, che è anche casa nostra.

Nell’essere guarirti da Cristo e consapevoli di aver ricevuto questa Grazia, diventiamo uno  di quei “portatori”? Riusciamo a portare un “malato” a Gesù, senza cercare la gloria terrena, ma semplicemente perché siamo stati guariti e salvati?

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